martedì 24 marzo 2020

NUOVE PRATICHE EDUCATIVE (pedagogia)

Nel corso del settecento ci fu un intenso dibattito sui metodi e sui fini dell'educazione e dell'istruzione.
Tale dibattito determinò il ripensamento di molte delle pratiche sino ad allora impiegate nell'allevamento e nell'educazione dei propri figli e una revisione dell'organizzazione e della gestione delle scuole da parte delle monarchie assolutistiche.
Uno dei fattori che portarono al ripensamento dei compiti e delle finalità dell'educazione fu l'affermarsi di una diversa concezione delle facoltà cognitive dell'uomo, che ebbe tra i suoi ispiratori John Locke.
La migliore conoscenza dei processi mentali dell'essere umano portò a individuare l'origine della conoscenza nell'esperienza e nelle capacità sensoriali e intellettive dell'individuo.
Da qui nasce la corrente nota come empirismo, secondo la quale l'uomo, per crescere e svilupparsi ha bisogno di poter conoscere il mondo per mezzo dell'esperienza.
Mentre la medicina infantile, si concentrava sullo studio delle caratteristiche degli infanti, la psicologia, intesa come branca della filosofia destinata a occuparsi della psiche, ovvero in quanto essere dotato unicamente dei sensi per conoscere il mondo e privo di qualunque idea innata.
L'infanzia cominciò a essere pensata come la fase della vita da destinare all'apprendimento, data la grande facilità di assimilare nuovi stimoli con tutti i bambini posseggono nei primi anni della loro vita.
La tutela dei bambini costituiva la migliore garanzia per la loro sopravvivenza oltre che che il fondamento di ogni educazione.
Per educazione intellettuale si intendevano all'epoca i contenuti specifici dell'istruzione.
I professori normalmente si limitavano ad adottare il modello didattico tradizionale e le scuole fornivano spesso una preparazione poco utile sul piano pratico agli studenti.
Superando fortissime resistenze inoltre, si cominciò a utilizzare la lingua volgare nella prima alfabetizzazione, tanto che molti insegnanti continuarono impiegare il latino per avviare i bambini alla scrittura ancora ai primi dell'ottocento.

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