giovedì 5 marzo 2020

LA PSICOLOGIA DELLE FOLLE (psicologia)

Tra i primi studi di psicologia collettiva troviamo quelli sulla psicologia delle folle: si tratta di opere che hanno in qualche modo aperto la strada ai lavori più scientifici di psicologia sociale che si sarebbero sviluppati successivamente.
Lo studioso Gustave le Bon pubblicò nel 1895 "psicologia delle folle". La prima opera che studia il comportamento delle folle, cercando di individuare le loro caratteristiche e le tecniche utilizzabili per guidarle e controllarle: per questo ebbe ampia eco anche tra i dittatori nel primo Novecento.
L'analisi di le Bon ci consegna una folla influenzabile e acritica.
Le Bon sottolinea quindi che l'individuo, nella folla, si comporta in modo istintivo, facendo prevalere la sua parte irrazionale su quella razionale: spontaneità, violenza, ferocia, entusiasmi incontrollabili caratterizzano il suo comportamento.
Secondo lui è necessario un capo che possa condurre la folla, per orientare queste tendenze istintive.
Freud sostiene che per capire il comportamento di una folla sia necessario comprendere il comportamento del singolo.
Si tratta di cogliere i meccanismi inconsci che stanno alla base del comportamento individuale all'interno di una folla più ampia.
La personalità del singolo si annulla lasciando spazio alla personalità della massa, che diventa omogenea per tutti i componenti.
Abbiamo utilizzato sopra come sinonimi i termini massa e folla, ma è bene sottolineare come la psicologia sociale faccia una distinzione di significato tra i due vocaboli.
La psicologia della massa è il settore della psicologia sociale che si occupa di questi fenomeni.
Gabriel Tarde rivolge invece il suo interesse al pubblico, una collettività di individuifisicamente separati che pensano e si comportano in modo simile perchè imitano gli stessi modelli culturali, diffusi dai giornali

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