lunedì 23 marzo 2020

I GRUPPI NEL CYBERSPAZIO (psicologia)

I gruppi virtuali sono costituiti da persone che interagiscono tra loro mediante reti telematiche o di telefonia.
Queste aggregazioni prendono la forma di comunità virtuali, raccolgono membri di differenti culture, età, sesso e status sociale in piattaforme nel cyber spazio dedicate alla libera espressione di idee, opinioni e atteggiamenti intorno a un interesse o a un argomento.
Vi sono alcuni aspetti distintivi legati in particolare modo al linguaggio e all'identita.
L'uso attuale delle emoticon tenta di sopperire a questa mancanza anche in maniera riduttiva e necessariamente stereotipata.
La velocità di comunicazione richiesta dalle piattaforme virtuali, pone il problema dell'articolazione del linguaggio, stimolando l'uso di espressioni semplificate che rischiano di inibire l'espressione di pensieri più ricchi e complessi.
Sotto il profilo di identità un aspetto distintivo importante della vita di relazione virtuale è la diffusione dell'anonimato sotto forma di pseudonimi e nickname
Il fenomeno del cyberbullismo si avvale di questa possibilità di anonimato e attraverso di essa innesca e realizza comunicazioni volte a colpire psicologicamente una persona rendendola oggetto di vessazione e soprusi.
Su un versante completamente opposto l'anonimato può assumere aspetti positivi di facilitazione dell'interazione sociale.

LE NORME E LE RETI DI COMUNICAZIONE (psicologia)

Le norme sono l'insieme delle aspettative condivise dal gruppo rispetto al modo di comportarsi in quanto appartenenti al gruppo medesimo. Esse indicano le regole di comportamento, sia quando si sta con persone dello stesso gruppo sia quando si interagisce con un gruppo esterno.
L'individuazione delle serve a delimitare lo spazio di libertà individuale all'interno del gruppo, il limite oltre il quale la diversità di un comportamento può sfociare in devianza.
Le norme assolvere le seguenti funzioni:

- mantenimento del gruppo
- raggiungimento degli obbiettivi
- costruzione di sistemi di riferimento per l'interpretazione della realtà
- definizione dei rapporti con l'esterno

La comunicazione all'interno di un gruppo è fondamentale, perché favorisce lo scambio e il consolidamento di relazioni impersonali.
I processi comunicativi possono essere di diverso tipo:

- la comunicazione a ruota è centralizzata, cioè focalizzata sul leader: è il leader che decide come, quando, a chi distribuire le informazioni.
-la comunicazione a rete è decentrata, cioè diffusa tra tutti i membri: le informazioni sono distribuite tra tutti.

Il clima del gruppo varia a seconda che si adotti un modello centralizzato oppure diffuso, cioè maggiormente distribuito.

IL SISTEMA DI STATUS E IL RUOLO ALL'INTERNO DEL GRUPPO (psicologia)

Il sistema di status si riferisce alla posizione che un individuo occupa all'interno di un gruppo e alla valutazione di quella posizione in una scala di valori.
Chi occupa uno status elevato è la persona che promuove più idee, che aiuta il gruppo a raggiungere gli obbiettivi prefissati e che ottiene maggiore consenso dagli altri.
Lo status di ogni membro può comunque essere modificato se subentra una nuova persona all'interno del gruppo.
La ristrutturazione del sistema di status si verifica anche nel caso in cui vengano introdotti nuovi scopi comuni all'interno del gruppo da parte di un membro. In questo caso si innescano dinamiche finalizzate alla ricerca di nuovi equilibri tra i componenti del gruppo.
Il ruolo è l'insieme di aspettative condivise circa il modo in cui deve comportarsi una persona che occupa un certo status all'interno di un gruppo.
La suddivisione dei ruoli implica la divisione dei compiti, facilitandone il raggiungimento degli obbiettivi comuni.

Nei gruppi possono anche sorgere i conflitti dovuti alla modalità attraverso le quali si distribuiscono e si relazionano o diversi ruoli.
Ad esempio il leader riconosciuto dai compagni di squadra in conflitto con il capitano della squadra stessa:gli obbiettivi vengono perseguiti con maggiore difficoltà e si creano tensioni che minacciano l'identitàdel gruppo stesso.

INDIVIDUI E GRUPPI (psicologia)

Ogni individuo è immerso in una rete di relazioni: è in contatto con altri e vive esperienze di gruppo. La psicologia sociale ha studiato i gruppi, che costituiscono una realtà diffusa e significativa, evidenziandone le caratteristiche e le dinamiche.
Il sociologo Merton definisce il "gruppo" come un insieme di individui che interagiscono secondo determinate modelli, provano sentimenti di appartenenza al gruppo, vengono considerati parte del gruppo dagli altri membri.Secondo la definizione di Merton, un insieme di persone per essere considerato un gruppo sociale deve avere determinate caratteristiche:


- Interazione: un gruppo è costituito da persone che interagiscono tra loro, entrano in relazione, comunicazione.
- Appartenenza: i membri del gruppo sentono di farne parte, si riconoscono come suoi membri, ad esempio il gruppo classe.
- Identità: i membri del gruppo sono riconosciuti in quanto tali, come appartenenti al gruppo e ciascuno di loro riconosce gli altri come appartenenti al gruppo.


A queste tre caratteristiche altri psicologi aggiungono la condivisione di scopi comuni, di norme e di valori. Il gruppo sociale va distinto dal semplice aggregato, ovvero un insieme di individui che si trovano in uno spazio fisico, e dalla categoria sociale, ovvero un insieme di persone con caratteristiche comuni.
Il gruppo più piccolo è la diade, costituita da 2 persone. La relazione tra i membri è stretta e intima, ma se uno dei due si allontana il gruppo non esiste più.
La triade è un gruppo composto da 3 persone. All'interno del gruppo possono insorgere però facilmente rivalità o conflittualità dovute alla coalizione di due membri contro il terzo.
Più il gruppo si allarga più le tensioni possono essere maggiormente distribuite tra i vari e il rischio che esso si sfaldi diminuisce.

QUESTIONI DI INTELLIGENZA (antropologia)


Tutti gli esseri umani possiedono analoghe potenzialità intellettuali; però tali potenzialità possono prendere direzioni diverse a seconda del contesto sociale e culturale.Tali potenzialità possono prendere direzioni diverse a seconda del contesto sociale e culturale. Vi sono alcune capacità universalmente distribuite in tutti gli esseri umani non colpiti da patologie o disturbi particolari:

- ASTRAZIONE: capacità di solare un aspetto da un complesso di elementi
- CATEGORIZZAZIONE: capacità di raggruppare gli elementi in gruppi o classi
- DEDUZIONE: capacità di passare dal generale allo specifico
- INDUZIONE: capacità di procedere dallo specifico al generale

Gli esseri umani, come ben sappiamo, non attivano tali processi in un contesto “vuoto”, bensì in un contesto fatto di modelli culturali condivisi, trasmessi, selezionati...
Si dice pertanto che la capacità universali vengono adattate a diverse strategie funzionali, le quali dipendono da fattori sociali, culturali, psicologici, affettivi... Infatti se viene fatto un test a degli individui, essi rispondono a “strategie funzionali” diverse. Tali strategie non solo variano da un contesto culturale all’altro, ma variano anche da soggetto a soggetto all’interno della stessa cultura, a seconda dell’appartenenza a una determinata classe sociale, del livello d’istruzione, quando non di una predisposizione del tutto personale.
La diversa reazione a un test interculturale è anche stata fatta risalire a stili cognitivi differenti. Gli antropologi hanno usato questa espressione per denotare il diverso modo in cui individui provenienti da ambiti culturali diversi si rapportano al mondo sul piano cognitivo.
Si dice che lo stile cognitivo può oscillare, in misura diversa, tra due estremi ideali: 


1.uno stile cognitivo globale 
2.uno stile cognitivo articolato

Gli esseri umani tendono a comportarsi, cognitivamente parlando, in maniera più globale e più articolata, a seconda delle situazioni in cui si trovano a esercitare la propria attenzione e il proprio ragionamento.

venerdì 13 marzo 2020

FRANCKE E IL PIETISMO (pedagogia)

La stretta connessione tra le Chiese riformate e potere politico con il tempo produsse anche in campo protestante l'allontanamento dall'originario slancio dei riformatori e la compromissione con poteri temporali.
Durante il seicento si sviluppa in Germania un movimento detto "Pietismoche mirava a recuperare l'originario messaggio di Lutero.
August Francke a cui si deve l'elaborazione della pedagogia pietistica. Si rese conto della povertà materiale e morale della gioventù e si dedicò con instancabile attivismo all'educazione dei giovani. Inizialmente accolse i bambini poveri e orfani aprendo un orfanotrofio che sarebbe diventato celebre in tutta Europa. Francke diede vita a delle scuole differenziate per ceto e per genere: per fanciulli di media condizione, agiati, fanciulle povere ecc...
Non imparavano solo a leggere, scrivere, a fare di conto, ma studiavano anche come fare di conto, le discipline scientifiche, il latino, l'ebraico, le lingue moderne, e insegnamenti di carattere pratico. I ragazzi potevano scegliere le discipline in cui meglio riuscivano. Grazie a questa scuola un terzo degli orfanelli riuscivano ad accedere alle università.
Francke però adottava una pedagogia molto rigida, non comprendeva l'importanza del gioco, della fantasia, della musica, della danza e del teatro.
L'espiazione era per Francke il momento centrale del processo che conduceva alla conversione e alla rinascita, ovvero alla formazione dell'uomo nuovo. Francke aveva un doppio carattere: un aspetto decisamente repressivo e uno rispettoso delle inclinazioni naturali dell'alunno.
Gli istituti fondati da Francke sono ancora oggi attivi, con la fondazione Francke di Halle, che vanta un'importante biblioteca ed è aperta al pubblico.

COMENIO, L'EDUCAZIONE UNIVERSALE E LA FONDAZIONE DELLA DIDATTICA (pedagogia)


Comenio è il maggiore esponente della pedagogia di fede protestante, il fondatore della pedagogia e della didattica moderna. Nato a Moravia nel 1592. La vita di Comenio si svolse durante un periodo storico drammatico, segnato dalla guerra, dalla peste e dalle carestie. Comenio vuole restaurare la moralità mediante la diffusione del sapere e delle virtù. Si distanzia da Lutero perché non ha una visione così pessimistica dell'uomo  ed è più vicino ad Erasmo nella fiducia nella ragione umana. Ha una concezione diversa dall'idea di Lutero sul peccato originale: L'uomo era segnato dal peccato originale ma non era necessariamente un peccatore.
Comenio credeva nell'innocenza dei bambini.
Voleva far conoscere a tutti i principi fondamentali del sapere (Pampaedia), perché tutti sono orientati alla salvezza e perché ogni persona va rispettata in quanto a immagine e somiglianza di Dio. Comenio non faceva distinzioni né di sesso, né di nazionalità né
di ceto: Tutti andavano istruiti. 
Dai 6 ai 12 anni tutti i bambini dovevano frequentare la scuola vernacola: una scuola in lingua volgare, si apprendeva a leggere e a scrivere, conteggiare, musica, catechismo, storia e geografia, scienze e i lavori manuali.
Comenio scrive il primo libro didattico illustrato. questo tipo di libro ebbe un grande successo.
Il volume si apriva con con un dialogo tra maestro e allievo.
L'andamento del libro era circolare: si apriva e chiudeva con Dio, la natura era rappresentata in modo organico e attento, ma sempre rimaneva a Dio creatore.
Comenio aveva già scritto un altro celebre testo, in cui aveva usato il metodo del parallelismo tra lingua latina e lingue moderne.
Esercitò un profondo influsso sull'Europa centro-settentrionale e orientale, ovvero in ambito protestante.
L'idea di ebbe grande fortuna e fu ripresa nel XVIII secolo.
L'uso e l'ordine delle immagini nei libri di scuola, persero la dimensione simbolica per assumere caratteristiche soltanto didattiche.